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I DUE MISTERI PRINCIPALI DELLA FEDE
Incarnazione,
passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo. Il Figlio di
Dio si è fatto uomo, ha patito, è morto sulla croce per noi ed è risorto per la
nostra salvezza.
Dinanzi ai misteri dobbiamo chinare
la fronte e credere. |
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I Sacramenti sono segni visibili della grazia invisibile istituiti da Gesù per la nostra salvezza. Gesù continua la sua presenza e la sua opera nel mondo con il Sacrificio della Messa, con i Sacramenti. Nei Sacramenti Gesù è presente ed opera: avviene l'incontro di Gesù con l'uomo.
Il Battesimo di Cristo(Guido Reni)
Cresima
Eucarestia (Juan De Juanes) La Penitenza
L'Indulgenza
Unzione
Ordine
Il Matrimonio Della Vergine | |
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Le Tre
virtù teologali fondano, animano e caratterizzano lagire morale del cristiano. Esse
informano e vivificano tutte le virtù morali. Sono infuse da Dio nellanima dei
fedeli per renderlo capaci di agire quali suoi figli e meritare la vita eterna
(CDC,
1813). |
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Tutto quello
che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode,
tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri (Fil 4,8).
Si chiamano
anche virtù umane o morali: Esse procurano facilità, padronanza di sé e gioia per
condurre una vita moralmente buona. Luomo virtuoso è colui che liberamente pratica
il bene (CDC, 1804). |
Queste ultime cose devono diventare le
prime; si devono ricordare spesso per vivere bene come vuole Dio. La morte è la
separazione dellanima dal corpo. Il corpo ritorna alla terra, lanima ritorna a
Dio e viene giudicata del bene e del male operato in vita.
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La Liturgia è il culto pubblico che la Chiesa rende a Dio per dare a Lui onore e gloria (culto vuol dire tributo dì onore e venerazione reso a Dio: sono atti di adorazione, di ringraziamento... con quali riconosciamo la grandezza di Dio e la nostra dipendenza da Lui). La Liturgia è la fonte dalla quale attingiamo il genuino spirito cristiano. Possiamo dire che è lincontro nostro con Dio. Azione liturgica vuoi dire azione sacra, pubblica, fatta per dare gloria e lode a Dio (la Messa, i Sacramenti sono azioni liturgiche). Gesù è presente in modo speciale nelle azioni liturgiche. Con la Liturgia la Chiesa dà gloria a Dio e salva le anime. LAnno liturgico ricorda e fa vivere la storia della salvezza, la vita di Gesù, i misteri della religione. E Cristo stesso che vive sempre nella sua Chiesa e unisce a sé le anime. La grazia è un dono soprannaturale che Dio fa allanima per farla partecipare alla sua vita. in parole più facili la grazia è la vita di Dio in noi (che ci trasforma, ci fa santi, templi dello Spirito Santo). Vita non uguale ma simile a quella di Dio (come il ferro messo nel fuoco). Per vivere in grazia si deve essere fedeli a Dio, fare il bene e fuggire il male.
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Io sono il Signore Dio tuo
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Per vivere nellordine e per salvarci dobbiamo OSSERVARE I DIECI COMANDAMENTI. Gesù dice. Se vuoi entrare nella vita osserva i comandamenti (Mt 19, 17). I dieci comandamenti annunciano le esigenze dellamore di Dio e del prossimo, I primi tre si riferiscono principalmente allamore di Dio e gli altri sette allamore del prossimo (CDC, 2067). Il Concilio Vaticano II ribadisce: I Vescovi, quali successori degli Apostoli. Ricevono dal Signore la missione di insegnare a tutte le genti e di predicare il Vangelo ad ogni creatura, affinché tutti gli uomini, per mezzo della fede, del Battesimo e dellosservanza dei comandamenti, ottengano la salvezza (LG, 24) (CDC, 2068). Quantunque accessibili alla sola ragione, i precetti del Decalogo sono stati rivelati. Per giungere ad una conoscenza completa e certa delle esigenze della legge naturale, lumanità peccatrice aveva bisogno di questa rivelazione (CDC, 2071) 2071).
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Il primo precetto della carità ci comanda di amare Dio più di tutte le cose e più di tutte le persone. Dobbiamo amare Dio perché è sommo bene e perché Lui ci ha amato infinitamente. Il secondo precetto ci comandare di amare il prossimo come amiamo noi stessi. Tutte le persone con le quali abbiamo rapporto sono il nostro prossimo. Dobbiamo amare il prossimo perché lo vuole Dio; perché siamo tutti creature di Dio e fratelli in Gesù Cristo: dobbiamo essere legati dalla carità, formare una sola famiglia in Cristo. Il prossimo si ama non facendo mai del male a nessuno; facendo agli altri sempre il bene che possiamo; perdonando a chi ci fa del male. Tra i cristiani deve regnare la carità, la concordia, la pace. Stare sempre in pace con tutti. La carità deve essere il vero distintivo del cristiano. Quando il prossimo è cattivo, è bugiardo, prepotente, imbroglione si deve perdonare... ma anche guardarsi e difendersi. Gesù trattò male i Farisei, li condannò. I malvagi, i perfidi, gli ipocriti i delinquenti, i criminali meritano condanna, punizione.
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Beati
i poveri in spirito , cioè gli umili di cuore. I Padri della Chiesa di
solito interpretano la povertà in spirito come umiltà: Aggiunse in
spirito, perché si intendesse lumiltà e non la penuria. Abbastanza
spesso però vi includono il distacco interiore dalla ricchezza e la povertà
volontaria: Non si tratta di poveri in rapporto alla ricchezza, ma di coloro che
hanno scelto la povertà interiormente. Si tratta sostanzialmente di un atteggiamento di
abbandono fiducioso in Dio, che implica la libertà da se stessi e dalle cose,
solidarietà con i poveri. Gli umili sono felici dei beni che ricevono e più ancora di
riceverli da Dio. Si accettano come sono, lieti anche della loro debolezza, che consente
alla forza di Dio di manifestarsi. Non si deprimono nelle difficoltà. Sanno valorizzare
tutte le possibilità di bene. Non si lasciano possedere dalle cose: Ho imparato ad
essere povero ed ho imparato ad essere ricco . Tuttavia sanno che una
certa disponibilità di beni è necessaria alla crescita della persona umana; quindi, per
amore dei fratelli, lottano contro la miseria e lingiustizia: in tutto il loro
comportamento seguono Cristo, il quale per salvarci, da ricco che era, si è fatto
povero , si è svuotato di se stesso per obbedire in ogni cosa al disegno
del Padre .
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I CINQUE PRECETTI GENERALI DELLA CHIESA
(Precetto vuoi dire legge, comando). Si deve partecipare alla Messa nei giorni festivi perché la Messa è il centro della religione, è lazione più importante della Liturgia. Circa il secondo precetto
riguardante lastinenza dalle carni e il digiuno, i Vescovi italiani, hanno stabilito che il Venerdì
Santo e il Mercoledì delle Ceneri sono giorni di astinenza e di digiuno. I venerdì di
Quaresima sono giorni di astinenza dalle carni, In tutti gli altri venerdì dellanno
lastinenza dalle carni può essere liberamente sostituita con altra opera di
penitenza da compiersi nello stesso giorno (una elemosina, la rinuncia ad un divertimento,
unopera di misericordia corporale e spirituale, la recita del Rosario, ecc).
Lobbligo del digiuno va dagli anni 18 compiuti ai 59 compiuti; lobbligo
dellastinenza dalle carni comincia dagli anni 14 compiuti. La Chiesa ci chiede
sacrifici, mortificazioni, opere di penitenza per farci essere virtuosi. Il corpo deve
essere servo e non padrone. Chi ha peccati gravi deve confessarsi quanto prima. Ogni volta
che uno non sta tranquillo in coscienza deve confessarsi. Il buon cristiano che ha capito
che lEucaristia è Gesù Cristo, fa spesso la comunione per unirsi a Lui.
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LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE
LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE
Le opere di misericordia corporale sono opere fatte per il bene del prossimo. I poveri, i sofferenti ci richiamano Gesù. Chi aiuta il povero, aiuta Gesù; chi disprezza il povero, disprezza Gesù. Gli affamati, gli assetati, gli ignudi, i pellegrini, gli infermi, i carcerati non si devono trascurare. Gesù darà una grande ricompensa a chi li aiuta. Nella società odierna così carente nel soccorrere quanti si trovano in stato di bisogno, il volontariato esercitato in qualsiasi sua forma e per amore di Dio e dei fratelli, realizza in modo davvero gratificante le sette opere di misericordia corporale. Le opere di misericordia spirituale riguardano anchesse il bene del prossimo in relazione alle sue necessità di ordine interiore, disciplinano i nostri rapporti con gli altri fondandoli sulla comprensione e la pazienza, ci invitano ad associare nella preghiera i vivi e i morti. |
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Il vizio è labitudine di fare il male: intorbida la ragione e guasta il cuore. I sette vizi capitali sono i vizi più gravi che rovinano lanima e spesso anche il corpo. La superbia ( troppa stima di se stessi e disprezzo degli altri ) È la radice di ogni male: cambiò gli angeli in demoni, scacciò dal paradiso i progenitori. Bisogna essere umili perché Dio resiste ai superbi e
dà la grazia agli umili.
Lavarizia E' lattaccarsi troppo al denaro e alla roba. Lavaro è un egoista; egli dice: Tutto a me, niente per gli altri. Il denaro deve servire per vivere e per fare
opere buone. La lussuria E' lo sfrenato abbandono ai piaceri sensuali: è il vizio di chi sì dà alla vita cattiva, alle azioni cattive. La lussuria rovina lindividuo, la famiglia, la società: degrada e rende triste la vita. Il
cristiano deve essere puro. Gesù ha detto: Beati i puri di cuore perché vedranno
Dio (Mt 5,8). Lira E' lagitazione dellanima contro persone o cose; è lo sfogo cattivo contro il prossimo. Toglie la ragione e fa commettere molte mancanze. Quando uno si adira non sa più quello che fa. Il cristiano deve dominarsi, essere paziente e
mite. La gola è lavidità di cibi e bevande. Il goloso pensa solo a mangiare e a bere, vuole sempre le cose migliori. Si deve mangiare per vivere e non vivere per mangiare. Linvidia E' il rattristarsi per il bene degli altri o il godere per
il male degli altri. Ilcristiano non deve mai invidiare. Dobbiamo essere contenti se gli altri stanno meglio di noi.
Contentiamoci di quello che abbiamo e del posto che occupiamo. Laccidia E' la
pigrizia, la svogliatezza nel fare il bene; è la negligenza nei doveri di religione. E
accidioso chi è pigro e svogliato. Il lavoro è voluto da Dio. Tutti dobbiamo lavorare.
Lozio è il padre dei vizi. Il cristiano non deve essere pigro, negligente e
svogliato, ma deve compiere il proprio dovere con diligenza e sveltezza.
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I SEI PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO
1) Disperazione della salvezza vuol dire non aver più speranza di salvarsi lanima. Questo è il peccato di Caino e di Giuda che non chiesero perdono a Dio. Il Signore è misericordioso quindi mai disperare. Si deve ritornare a Dio sinceramente pentiti e riparare il male fatto. Gesù ha detto: Non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori (Lc 5,32) 5,32). 2) Presunzione di salvarsi senza merito vuoi dire pretendere di salvarsi senza meritarlo. il Paradiso si deve meritare, non è fatto per i poltroni. 3) Impugnare la verità conosciuta vuol dire negare la verità, dire il falso invece dei vero che si conosce. La sincerità deve risplendere nella vita del cristiano. 4) Invidia della grazia altrui vuoi dire invidiare i buoni cristiani che vivono in grazia di Dio. i buoni cristiani si devono imitare e non invidiare. 5) Ostinazione nei peccati vuol dire continuare a peccare, indurirsi nel male senza cercare di correggersi. Chi si abbandona al peccato viene abbandonato da Dio. 6) Impenitenza
finale vuoi dire portarsi male fino alla fine della vita: morire senza pentimento. Chi non
si vuoi ravvedere dimostra cattiva volontà e non può avere il perdono di Dio
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I QUATTRO PECCATI CHE OFFENDONO MAGGIORMENTE DIO
Si chiamano peccati che gridano vendetta perché sono peccati gravissimi. 1)Omicidio volontario vuoi dire uccidere di propria volontà. il primo omicida fu Caino che uccise linnocente Abele. 2)Peccato impuro
contro natura vuoi dire fare cose impure, cose cattive che sono contrarie alla natura. La
legge naturale è voluta da Dio; non si deve andare contro natura. i peccati impuri contro
natura sono puniti gravemente da Dio. Sodoma e Gomorra furono distrutte per questi
peccati. 3)Oppressione
dei poveri vuol dire trattare male i poveri, disprezzarli, recare loro danni. I poveri si
devono trattare bene e aiutare. 4)Frode
nella mercede agli operai vuol dire non dare la giusta paga agli operai. Loperaio si
deve trattare con molta giustizia.Evidentemente la giustizia sociale riguarda ogni dipendente in qualsiasi settore
presti la propria opera. Ciascuno ha diritto allo stipendio e ai contributi previsti dalle
leggi sindacali per assicurarsi le prestazioni necessarie alla vita del singolo e dei
familiari. |
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